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  • di Giorgia Murgia
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Contratto comodato d'uso gratuito: quando è possibile farlo!

Il contratto di comodato d'uso gratuito è appunto un contratto ed è molto utilizzato, ma come funziona? Ecco tutto ciò che devi sapere sul contratto di comodato d'uso gratuito, la sua registrazione e la sua durata!

Cos’è il contratto di comodato d’uso gratuito

Il contratto di comodato d’uso gratuito è un accordo giuridico per cui una parte (comodante) affida ad un’altra (comodatario) un bene mobile o immobile. Tale contratto prevede che sia prefissata una durata, in modo tale che alla scadenza venga restituito il bene. Per sua natura, questo contratto, è in forma gratuita e il consiglio è quello di registrare il comodato d’uso gratuito in forma scritta con una certa attenzione ai minimi dettagli, in modo da non doversi trovare di fronte a situazioni future spiacevoli. Nel caso in cui il comodatario non dovesse rispettare gli obblighi e le scadenze previste, il proprietario del bene può richiedere immediatamente la restituzione di esso e il risarcimento dei danni.

Il comodato d’uso gratuito è molto diffuso sia tra privati che tra membri della stessa famiglia, ma anche in ambito commerciale. È quasi sempre gratuito, tranne nel caso in cui sia modale o oneroso, qualora fosse pattuito un corrispettivo. Alla morte del comodatario, il comodante ha la facoltà di chiedere agli eredi la restituzione del bene e se ciò non avvenisse, gli eredi subiscono l’obbligo del comodatario. Alla morte del comodante, invece, si estingue completamente il comodato precario.

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La forma del contratto di comodato d’uso gratuito 

La forma del contratto d’uso gratuito è generalmente libero, non è obbligatorio redigerlo in forma scritta, anche se strettamente consigliato. Perché è consigliato redigere il contratto in forma scritta? Un contratto scritto e firmato permette di avere maggiore validità e risulta essere vincolante per le parti. Sarà necessario recarsi all’Agenzia delle Entrate e registrare l’intero contratto. 

Contratto di comodato d’uso gratuito durata

Al momento della stipula del contratto di comodato d’uso gratuito, si definisce un limite di durata che può essere deciso in accordo tra le due parti. Nel caso in cui non si decidesse in principio una scadenza, si parla di comodato precario e il bene deve essere restituito nel momento in cui il comodante lo richieda. In ogni caso il comodante può richiedere la restituzione anticipata del bene solo per motivi e bisogni urgenti e imprevisti. Il comodatario, invece, può restituire il bene in qualsiasi momento.

Contratto di comodato d’uso gratuito registrazione

Come affermato nelle prime righe di questo articolo, se si redige il contratto di comodato d’uso gratuito in forma scritta, bisognerà procedere con la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. Questi sono i passaggi da effettuare: 

  1. Firma da parte di entrambe le parti del contratto di comodato in tre copie. 
  2. Applicare sul contratto una marca da bollo da 16€ ogni 4 pagine del contratto da registrare. La procedura deve essere effettuata su ogni copia del contratto che si intende registrare. 
  3. Compilare il modello 69, che deve essere firmato.
  4. Effettuare il versamento dell’imposta di registro di 200€, tramite il modello F23, riportando il codice tributo 109T. 
  5. Consegnare agli uffici dell’Agenzia delle Entrate le copie del contratto di comodato, il modello 69 e il modello F23 quietanzato, assieme a copia delle carte di identità del soggetto comodante e del comodatario. 

Per quanto riguarda i beni immobili, il contratto di comodato d’uso deve essere registrato con termine fisso. È necessario pagare l’imposta di registro di 200€ e deve avvenire entro dei termini ben precisi:

  1. Se la scrittura è privata e non autenticata (cioè non redatta davanti ad un notaio), entro 20 giorni dalla stipula
  2. Se la scrittura è privata e autenticata, 30 giorni dalla stipula
  3. Nel caso in cui sia redatto all’estero, 60 giorni dalla stipula

IMU, TASI, e TARI nel comodato immobiliare

Quando il proprietario concede il bene in comodato d’uso gratuito a figli, ma anche parenti in linea retta, può ottenere unbonus del 50% sull’IMU e TASI 2020. Il comodatario è semplice possessore del bene immobile, perciò non deve pagare l’IMU sul bene in questione. Mentre per quanto riguarda la TASI, l’imposta da pagare viene ripartita tra comodatario e proprietario. Il comodatario deve versare la TASI compresa tra il 10% e il 30%dell’ammontare complessivo.
Giorgia Murgia

Giorgia Murgia

Esperta di marketing, in Vorrei.it si occupa delle PR e del content marketing.

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